Rassegnato stampa

10 febbraio 2010

Qualche giorno fa, a una conferenza di economia, uno studente di Barcellona ha presentato un modello teorico in cui il governo sceglieva in maniera casuale la propria politica economica. Per quanto questa ipotesi potesse sembrare sballata, forse non aveva tutti i torti.

[La Stampa]

Perché mica il Festival di Sanremo è stato sempre uno spettacolo ingessato, lungo e noioso come ai nostri giorni. Per esempio, tra qualche giorno ricorre il trentesimo anniversario del grande scandalo riportato in questo video.

E noi la Carfagna

2 febbraio 2010

Birgitta Ohlsson, il nuovo ministro svedese per le politiche comunitarie, ha la sfortuna di assomigliare a Vladimir Luxuria, ma è pro-choice, pro-immigrati, pro-privatizzazioni, pro-Nato, repubblicana e femminista, insomma un nuovo tipo di politico conservatore.

[The Local]

Be Stupid

2 febbraio 2010

La nuova campagna della Diesel è l’elogio della leggerezza, o forse della follia. E la colonna sonora dei We Have Band, nuova band inglese che pubblicherà il primo album in aprile, si candida ad essere la mia personale colonna sonora del mese. Hat tip to Lamorgese.

“In piedi campeggiatori, camperisti e campanari…”

La pietra e l’iPad

1 febbraio 2010

[Techcrunch]

Cambiare punti di vista

1 febbraio 2010

Consequenze universali

1 febbraio 2010

Ogni riforma del sistema finanziario, sia globale sia locale, in passato ha portato a delle conseguenze imprevedibili. Questo perché, come ricorda l’Economist, i capitali tendono comunque a superare gli ostacoli della regolamentazione in modi diversii. A questo punto, cosa succederà se l’amministrazione Obama completerà la propria riforma?

The main impact will be on proprietary trading, the desks that attempt to profit from market movements with the bank’s own money. If more of these desks are shut down, the markets will become less liquid. That will mean wider spreads and higher dealing costs for other investors, though that may be a price worth paying for safer banks. It is more likely, however, that the prop traders will move to hedge funds. The big hedge funds will get bigger and will have more impact on the markets. The unregulated part of the finance sector will become more important systemically, something the authorities may regret when the next crisis comes along.

[The Economist]

Come si evince dal post qui sotto, il dibattito sulla politica economica e sulla visione del mondo del ministro Tremonti si sta per accendere. Ecco qui un contributo, con una comparazione internazionale. In poche parole, il nostro ministro spinge da anni per la riaffermazione del ruolo della legge sopra il mercato, e per un ritorno in grande stile dell’intervento dello Stato nell’economia. In questo non è solo, ma anzi spalleggiato da un altro campione del retorica dello Stato forte come il Presidente francese Sarkozy.

Ecco allora la nostra domanda. Resiste la teoria tremontiana alla prova dei fatti? O meglio, alla teoria è seguita una pratica adeguata? Da questo grafico – pubblicato da Harvard Business Review – pare proprio di no, nè in Italia nè in Francia.

[Business Insider]

Contra Tremonti

29 gennaio 2010

Esce a giorni “Tremonti, istruzioni per il disuso“, scritto a dieci mani dai principali ispiratori del blog noiseFromAmerika, la cinquina Bisin-Boldrin-Brusco-Moro-Zanella. I cinque hanno l’obiettivo di smascherare gli errori, le argomentazioni teoriche, le logiche del ministro più famoso del governo Berlusconi. Vedremo cosa sono stati capaci di scrivere. Conoscendo il loro pensiero, ne vedremo delle belle. Qui il sito del libro con qualche anticipazione.

[noiseFromAmerika]