A Pesc in faccia

19 Novembre 2009

Voleva fare il Presidente del Consiglio, e l’hanno trombato. Voleva fare il Presidente della Camera, e hanno scelto Bertinotti. Voleva fare il Presidente della Repubblica, e hanno riesumato il cadavere di Napolitano. Come doveva finire la storia della candidatura europea?

[Repubblica]

Music is my radar

2 Novembre 2009

[Nick Drake - One of this things first]

I could have been a sailor, could have been a cook
A real live lover, could have been a book.
I could have been a signpost, could have been a clock
As simple as a kettle, steady as a rock.
I could be
Here and now
I would be, I should be
But how?
I could have been
One of these things first
I could have been
One of these things first.

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Pensiero del meriggio

23 Ottobre 2009

Il centrodestra va a puttane, il centrosinistra a trans.

[patriziadaddario.net, Libero, Repubblica]

John Galt fra di noi

22 Ottobre 2009

È un fenomeno che è già stato notato in passato, e si sta rivelando ancora una volta di questi tempi: durante una recessione, le vendite di uno dei miei libri preferiti, Atlas Shrugged di Ayn Rand, schizzano alle stelle. La spiegazione più ovvia è da ricercarsi nella storia trattata da questo bellissimo romanzo: in un mondo distopico, in profonda crisi economica e morale, la classe dominante, accecata da un egalitarismo di stampo pseudo-umanitario e internazionalista, blocca l’economia, stabilisce controlli dei prezzi e nazionalizza le più grandi imprese d’America in nome del bene comune, spingendo le migliori menti del paese – industriali, ricercatori, artisti, letterati – a seguire il protagonista John Galt in una protesta definitiva: lo sciopero del pensiero.

E se invece la spiegazione fosse che tutto questo si sta avverando?

CFN041

[Telegraph, Wiki, Marginal Revolution]

Antefatto: domani arriva su tutti gli scaffali delle librerie americane il tanto atteso sequel di Freakonomics, il best-seller di Steven Levitt e Stephen Dubner, dal titolo Superfreakonomics. Nella tradizione del primo libro, si parlerà di tante applicazioni strane dell’economia politica, dall’assicurazione sulla vita per terroristi islamici alle prostitute patriottiche. E l’ultimo capitolo del libro è dedicato a un tema “scottante” (mai aggettivo fu più azzeccato): il Global Warming.

Insomma, non voglio anticipare tutta la storia, ma le anticipazioni sul capitolo hanno scatenato un putiferio, tra blogger ambientalisti e non, professori, premi Nobel (uno e due) e giornalisti.

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[Freakonomics, Climate Progress, Stand-up Economist, Brad de Long, Paul Krugman]

Music is my radar

13 Ottobre 2009

AVVISO: il seguente post può sembrare una cazzata.

Dicono che la colonna sonora del nuovo film della trilogia di Twilight, dal titolo New Moon, sia la più bella compilation dell’anno, con gente del calibro di Thom Yorke e Bonny Iver. Avremo un’invasione di Indie Music nelle camere di tutti gli adolescenti del pianeta? Per adesso ci vediamo il primo singolo, dei Death Cab for Cute.

Pigi Battista sul Corriere di oggi commenta la bocciatura del Lodo Alfano un po’ come l’ho fatto io: dicendo che è l’esempio lampante che il regime in Italia semplicemente non esiste, e che il clima da attacco permanente fa il gioco di entrambe le parti politiche e distoglie l’attenzione dalla loro completa inattività rispetto ai veri problemi del paese. Ma su un punto non sono d’accordo, dove dice:

[Il fantasma del regime] alimenta una rissa interminabile tra le truppe contrapposte, ma incomprensibile agli italiani che non sono militanti ma seguono allibiti la politica dei blitz e degli agguati, delle urla e dei proclami stentorei che ci perseguita implacabile da quindici anni.

Perché incomprensibile? Gli italiani sono meglio? Sono millenni che ci dividiamo tra Orazi e Curiazi, Guelfi e Ghibellini, clericali e anti-clericali, Coppi e Bartali. La divisione tra berlusconiani e anti-berlusconiani è solo nella nostra natura.

[Corriere]

Music is my radar

8 Ottobre 2009

Fiona Apple – Never is a promise

You’ll never see the courage I know
Its colors richness won’t appear within your view
I’ll never glow – the way that you glow
Your presence dominates the judgments made on you

But as the scenery grows, I see in different lights
The shades and shadows undulate in my perception
My feelings swell and stretch; I see from greater heights
I understand what I am still too proud to mention – to you

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Federalismo competitivo

29 Settembre 2009

Fa bene Luca Sofri a parlare delle riforme tecnologiche nei servizi ai cittadini proposte da alcuni comuni e regioni italiane. L’articolo linkato è di Edoardo Segantini, e si sofferma sull’esperienza della carta dei servizi della Lombardia, e dell’accordo tra regione Toscana e Google per la fornitura degli orari dei mezzi pubblici in real time. Ciò che non mi convince è invece la conclusione dell’articolo, dove si dice:

Detto questo, non sarebbe male se ci fosse una cabina di regia capace di estendere all’intero sistema l’esempio virtuoso dei migliori.

Segantini afferma che questo non è per fomentare ansie dirigistiche, ma per evitare duplicazione e sprechi. Ma non è questa la motivazione che si porta ogni volta che si crea una centrale di controllo amministrativa a livello nazionale? Perché non lasciare libero di operare il “mercato elettorale”, e fare in modo che siano i cittadini con il loro voto e la competizione amministrativa tra regioni a far emergere uno standard per tutti? E poi, dove sta scritto che deve per forza emergere uno standard, che l’esperienza di Siena debba funzionare anche a Taranto e viceversa? Il federalismo non è questo: è lasciare che le amministrazioni siano vicine al territorio, e attraverso prove ed errori – e seguendo liberamente le esperienze di altre realtà – sperimentino nuovi modi di offrire servizi in maniera articolata e diversificata ai cittadini.

[Wittgenstein, Corriere via Rassegna Stampa]

Il vero motore dello sviluppo dei paesi più poveri al mondo sta diventando il telefonino. Anche il giornalista di Repubblica tra le righe sembra ammettere che le solite politiche sotto forma di aiuti umanitari non siano state efficaci nel promuovere il benessere dei meno fortunati tanto quanto l’uso di un cellulare, che, per inciso:

[Non era] neanche citato nei Millennium Development Goals indicati dall’Onu dieci anni fa

[Repubblica]