Politica monetaria, mercati azionari e inflazione
12 Marzo 2008
Katrin Assenmacher-Wesche e Stefan Gerlach analizzano gli effetti della politica monetaria sui mercati azionari.
Whatever merits such a stabilisation policy has in theory, our research suggests that in practice, monetary policy is too blunt an instrument to be used to target asset prices – the effects on real property prices are too small, given the responses of real GDP, and they are too slow, given the responses of real equity prices. In particular, there is a risk that setting monetary policy in response to asset price movements will lead to large output losses that exceed by a wide margin those that would arise from a possible bubble burst.
A quanto sembra, quindi, la politica monetaria non è un buono strumento per limitare le fluttuazioni dei mercati. E allora, quali saranno gli effetti della riduzione dei tassi di interesse che la FED sta attuando in queste ultime settimane?
Greg Mankiw segnala un articolo di Ken Rogoff sui rischi di un rialzo dei prezzi nelle economie mondiali.
Il succo del discorso è il seguente: sulla spinta della crisi del mercato dei mutui, la FED sta drammaticamente abbassando i tassi di interesse. Questo politica quasi certamente porterà a maggiore inflazione negli anni a venire, e dato che molti Paesi (sopratutto in Asia) hanno un tasso di cambio fisso col dollaro, la svalutazione di quest’ultimo obbligherà le banche centrali a decidere se importare inflazione o lasciare la propria moneta libera di fluttuare sul mercato.
[VoxEU, Greg Mankiw's blog, The Korea Times]






