Il “Nation building” e l’esportazione della democrazia sono sempre stati i punti più controversi della politica estera dell’amministrazione Bush. Che ci siano stati problemi in Iraq, questo è fuor di dubbio. Ma si può dire che imporre regole istituzionali esterne a un paese sia sempre sbagliato e porti a risultati disastrosi?

Per rispondere a questa domanda senza andare a ricordare i fin troppo citati casi dell’Italia, della Germania e del Giappone alla fine della Seconda Guerra Mondiale, possiamo risalire alla principale esportazione forzata della democrazia che la storia ricordi: le campagne napoleoniche in Europa. Quale è stato l’effetto della cancellazione dei privilegi tipici dell’Ancien Régime, dalle barriere doganali alle gilde medievali? L’imposizione dei concetti di libertà, uguaglianza e fraternità ha aiutato parte dell’odierna Germania a svilupparsi prima delle altre?

La risposta è in questo paper di Daron Acemoglu e altri. Uno dei coautori, James Robinson, lo ha presentato dai noi qui a Stoccolma qualche tempo fa, dando vita al miglior seminario dell’anno.

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