Inflazione e debito domestico
24 Giugno 2008
Lo sbilanciamento delle finanze pubbliche, oggi elevato nei paesi in via di sviluppo, ha effetti perniciosi sull’inflazione. Questo è particolarmente vero in quei paesi – la maggior parte – che emettono sul mercato domestico titoli di debito pubblico non indicizzati all’andamento dei prezzi: il tasso reale pagato per tali titoli è infatti calcolato come differenza tra tasso nominale e inflazione. Quindi, a una maggior crescita dei prezzi corrispondono minori spese per il governo, con tutte le conseguenze che l’inflazione comporta per le tasche dei cittadini.
Il canale tra inflazione e debito pubblico va però anche nella direzione opposta: in presenza di titoli di debito indicizzati all’inflazione, infatti, lo Stato può avere incentivo a modificare a proprio piacimento le statistiche ufficiali sull’andamento dei prezzi, come sta succedendo in Argentina.
Carmen Reinhart e Ken Rogoff mettono in guardia da tutti questi rischi e ricordano la storia dimenticata del debito domestico.
[WSJ, NBER]







24 Giugno 2008 at 6:11 pm
Cazzo abbandoni il blog per 4 giorni e ti presenti con un’articolo sull’inflazione e senza giustificazioni!
Io mi aspettavo minimo minimo un post sul futuro di Donadoni o una Bomba di Panettore (tipo: COVIELLO ALLA JUVE!!!)
24 Giugno 2008 at 6:13 pm
Ma era venuta la mamma a Stoccolma!!!
Cercherò di rimediare, ma domani ho tutto il pomeriggio impegnato, e cmq tra dieci giorni torno a Tarde Nuestre e di tempo (e di forza del segnale) ne avrò poco…