La classifica del mojito
23 Novembre 2008
Come molti di voi sanno, ho l’abitudine di giudicare i (mille) luoghi in cui vivo a seconda della qualità del mojito che posso trovare. Avendo finalmente assaggiato il primo qui a Minneapolis, posso permettermi di stilare una classifica:
5º posto per Stoccolma: non ci siamo proprio, poco alcool, pessima menta, praticamente una limonata.
4º posto per Minneapolis: un po’ più di alcool, ma niente zucchero di canna. E ci mettono la sprite, ne sono certo!
E sul podio vanno:
3º posto per Milano: il cocktail milanese per antonomasia è la caipiroska. Ciononostante, il mojito sa essere buono, sopratutto all’Arco della Pace, e alle Colonne
2º posto per Londra: ghiaccio al punto giusto, alcool quanto basta, limone schiacciato sul momento con zucchero e menta. Insomma a Londra si trova di tutto. Provatelo al Freud, a Soho.
1º posto per Taranto: perfetto. La menta la prendono al momento dalla pianta. Non da una di quelle minuscole comprate al supermercato, ma da una pianta vera, in un vaso! Chissà perché poi, solo a Taranto usano il rum scuro. Sarà forse anche la temperatura che lo fa apprezzare di più?
Un motivo in più per tornarci.






