Iran, Europa

26 Giugno 2009

L’editoriale del Wall Street Journal di oggi parla di Europa, e del Trattato di Lisbona con cui verrà allargata la sfera di influenza di Bruxelles, in particolare attraverso l’estensione del voto a maggioranza semplice. Come nella tradizione del Journal, il tono è alquanto critico. Riferendosi alla ripetizione del referendum in Irlanda, dopo la mancata ratifica di un anno fa che aveva scatenato un fuoco incrociato di aspri commenti in tutto il continente, l’attacco dell’articolo traccia un velato parallelo (ardito? Mica tanto!) tra lo stile delle consultazioni popolari dell’Unione e quelle dell’Iran:

In some countries they rig (trad: truccare) votes, in the European Union they repeat votes to get the desired result.

Questa è la conclusione:

Just a couple of weeks ago the bien pensants in Brussels bemoaned the success of euroskeptics in European Parliamentary elections. This latest run-around on the Lisbon Treaty for the purpose of boosting the power of the EU at the expense of individual states is not the way to create more europhiles.

Il resto lo trovate qui.

[WSJ]

Che succede a Teheran

16 Giugno 2009

Una testimonianza diretta di quello che sta accadendo per le strade dell’Iran:

Cari tutti,

da più di una settimana Teheran è in ebollizione e i sostenitori di Moussavi hanno organizzato grandi raduni in ogni parte della città, cordoni di persone vestite di verde lungo la Vali-e Asr (circa 20 km di strada), hanno distribuito volantini e inventato slogan davvero divertenti contro il Presidente in carica.

Il clima era splendido, al bar non si parlava d’altro, in taxi non si poteva entrare senza prima essersi preparati un discorso convincente, le edicole erano prese d’assalto da avidi lettori e la partecipazione sembrava veramente dovesse dare lezioni di democrazia a un occidente raramente così entusiasta delle proprie istituzioni.

Due giorni prima delle elezioni un’enorme manifestazione pacifica di studenti colorati, guidata dall’Università di Teheran ha occupato le strade, bloccando completamente le grandi arterie della città. Quella notte non sono nemmeno riuscita a tornare a casa e sono stata ospitata da amici di amici irano-francesi dopo una camminata notturna di circa 15 km.

Poi le elezioni.

Il resto si trova qui.

[NoisefromAmerika]

Massimo Gramellini pensa di essere il miglior figo del bigoncio e si pone dieci belle domandine. Ecco le mie risposte:

1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni?

Ma siamo ancora a pensare che Berlusconi vinca le elezioni perché “c’ha le tv” e la sinistra invece perché “risponde a esigenze reali del Paese”?

2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»?

Unica soluzione: privatizzazione completa della Rai. Magari vendendola a uno straniero.

3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana?

E di cosa dovrebbero essere ex, del Grande Fratello?

Read the rest of this entry »

Pensiero della sera

6 Giugno 2009

Ricordarsi di chiedere a un giurista sano di mente che differenza c’è tra il concetto di diritto-dovere e quello di ghiaccio bollente.

Ricordarsi che quando si cammina per strada ascoltando la musica ad alto volume bisogna prestare attenzione ai giardinieri che annaffiano le aiuole.

Salsicce a colazione

28 Maggio 2009

Qualche altro appunto sparso sul mio soggiorno in Germania:

  1. I tedeschi vanno pazzi per Paperino
  2. Parcheggiano le loro automobili sui marciapiedi, come a Milano
  3. Piatto tipico di Francoforte è un formaggio, il cosiddetto “Handkäse mit musik“. Vi lascio immaginare la provenienza della musica…
  4. Anche qui candidano le veline al Parlamento Europeo

IMG_0095

[WSJ, Wikipedia]

Democrazia partecipativa

2 Dicembre 2008

E se l’onorevole Guzzanti si lamenta di come il Parlamento si sia ridotto a un “votificio”, su internet esistono ancora degli spazi in cui la gente comune può esprimere il proprio parere, e votare per qualcosa di importante.

Read the rest of this entry »

Gordon Tullock, uno dei più grandi economisti viventi e fondatore insieme a James Buchanan della scuola di Public Choice, descrive le motivazioni economiche dietro la scelta di non esprimere il proprio voto.

Previsioni presidenziali

16 Giugno 2008

Justin Wolfers e David Strömberg usano il modello econometrico di quest’ultimo per prevedere il risultato delle prossime elezioni presidenziali americane. E il risultato è…

[WSJ]

Tutta da leggere l’intervista di Claudio Sabelli Fioretti al governatore della Puglia, Nichi Vendola. Alcuni passaggi-chiave:

Nel corso di un quindicennio si è perso [le elezioni, ndr], e si è vinto, in un’altalena al cardiopalma. Questa epoca si è chiusa. Il nuovo ciclo è stabilmente, organicamente di destra. Queste elezioni offrono la radiografia di una formidabile egemonia culturale della destra.

Berlusconi è una persona simpatica, geniale, che ha cambiato la storia politica italiana. Lo abbiamo demonizzato e non ci siamo accorti che il berlusconismo tracimava nei nostri accampamenti. Noi con Berlusconi ci siamo comportati come i liberali all’inizio del fascismo, schifiltosi nei confronti di quella maschia rudezza da suburbio sottoproletario.

[La Stampa]

Il nuovo ministro di grazia e giustizia è un siciliano, Angelino Alfano. Quanto ci si mette a implicarlo in una storia di mafia?

[Corriere]